giovedì 8 agosto 2013

(Ri)facciamoci del male: "Matrix" (1999).

"Arresto anche la caduta dei capelli"

Allora, ieri sera ho rivisto Matrix. Il primo. Niente seguiti universalmente considerati infami, no. Il primo. Quello vero. Quello osannato dai ggiovani (nel '99) che non avevano mai letto niente di cyberpunk o quelli che hanno smesso di guardare anime nel '79. Quello "bello"... Che mi aveva fatto abbastanza pena al cinema e che mi aveva fatto addormentare alla seconda visione in dvd.

Quindi dicevo: ieri sera ho rivisto Matrix dopo 13 anni. Me lo ricordavo peggiore, lo ammetto: rimane un filmetto assai sopravvalutato (come dimostra anche la scarsità di idee dei seguiti), con un paio di belle coreografie di botte effettate alla Cavalieri dello Zodiaco (muri che si sfondano, ecc.) e almeno una bella idea fantascienza (la storia delle coltivazioni di umani/duracell), ma fondamentalmente penalizzato da due errori "gravi".

1) Neo "l'eletto". La fantascienza messianica ha stufato già negli anni '70, figurarsi nel '99.
2) L'ideona delle duracell è sprecata se piazzata a mezz'ora dall'inizio del film. Come se George Taylor vedesse la statua della Libertà a metà de Il Pianeta delle Semmie, o come se Robert Neville scoprisse il doppiogioco di Ruth subito dopo averla trovata in Io Sono Leggenda. Lo sanno anche i sassi: se hai un'ideona del genere te la devi tenere per il finale.

Altre cose che ti fanno voglia di cambiare canale: il look tecnodark "sono fichissimo" con 'sti occhiali, che levati... Neo/Superman che vola via alla fine (qua ci scappano le risate isteriche), le pose alla Bruce Lee, il combattimento post-sono-l'eletto "mentre sbadiglio... scusa se mi faccio le unghie mentre cerchi di menarmi, Agente Smith", gli effetti sonori che spaziano dallo "swooosh" allo "swooom", tutti quei rallenty e tutto quel verde... Troppo verde... Insopportabilmente verde...

Cosa ricordavo peggio: il bullet-time, l'effetto più tamarro di sempre. Ce n'è meno di quanto ricordassi. Meno male.

Cosa si salva: Hugo Weaving, sempre e comunque.


"Tutto verde..."

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