martedì 9 settembre 2014

Stasera...

"Un altro smartwatch? Apple non è più in grado di innovare"/"Questo nuovo dispositivo è rivoluzionario: non oso immaginare alle implicazioni pratiche".

"Nuovo iPhone, vecchio iPhone... Stessa roba: Android aveva queste caratteristiche l'anno scorso, anzi, due anni fa"/"iOS8+5,5"...? Uno scenario completamente nuovo, un mondo di possibilità: ne vedremo delle belle".

"Ma non avevano assicurato che il nuovo iPad avrebbe avuto uno schermo da 13"!!?"/"Leggerissimo il nuovo iPad e che potenza!!"

"Apple fa schifo, è il male: scommetto che ci sono loro dietro alle scie chimiche"/"Apple è molto più di un'azienda: è una grande famiglia".

sabato 16 agosto 2014

Hercules - Il Guerriero: Epic Win.

Dieci buoni motivi per cui questa versione del mito di Ercole, con Dwayne Johnson nella parte del noto semidio, è un filmone da non perdere.

1. Battute sagaci e one liner da competizione. Siamo dalle parti de La Mummia in quanto a brio e tamarraggine. Ritmo, ritmo, ritmo e battute memorabili.


2. Non prende lo spettatore per i fondelli... Non é che ti fanno vedere una cosa e poi però non era così, abbiamo scherzato, grazie per gli 8,50€. Il film è verace: ha le sue regole e le rispetta fino alla fine. Quando si dice sceneggiatura solida a volte si intende solida come i dorsali di Ercole. E... udite udite... Il plot è persino interessante. Roba da non crederci.

"Questo nel film non c'è"

3. È privo di mimmate: i pochi momenti drammatici sono compensati da tonnellate di umorismo.

4. Pochi spiegoni e inseriti ad arte nella narrazione. Poi si riprende a menare.

5. È tutto in salita: non si batte la fiacca con il figlio di Zeus. Escalation di zingarate: le imprese del semidio sono una più putente dell'altra, applauso spontaneo e tripudio di miccete in sala.


"Escalation"

6. I protagonisti sono dei duracci simpaticissimi. Praticamente l'A-Team in corazza di cuoio.

7. Le scene d'azione (la maggior parte del film) sono dirette come si deve: niente slo-mo visti nel trailer; niente nebbia/fumo/polvere/pioggia/sabbia non ci vedo un beneamato; niente macchina da presa parkinson a 5cm dalle scazzottate: si vede tutto e si vede bene. Le coreografie sono veloci e ignoranti quanto basta a farti venire voglia di fare a braccio di ferro con un grizzly.
"Il film è diretto meglio del trailer"

8. Dura 98 minuti, titoli compresi, invece degli abituali 140/160. Non farete la muffa in poltrona continuando a guardare l'orologio. A me é venuta voglia di rivederlo durante i titoli di coda.

9. Niente pussies nella Grecia di Hercules: se gli addominali (digitali) degli Spartani di 300 (ignobile film patinato del sopravvalutato Snyder) erano pensati per far contente le signore in platea, qui c'é uno grosso, ma grosso eh!, che va in giro con una testa di leone sul capo, con il bicipite (vero) largo come il torace (digitale) di Leonida, che mena mazzate di morte con una clava da Fred Flintstone sotto severa dieta "mangio tuoni e cago fulmini".
"Tutto vero"

10. Il protagonista è The Rock... Serve davvero altro?


Adesso andate e diffondete la leggenda di Ercole! Domani mi iscrivo in palestra... Oppure no...?

martedì 12 agosto 2014

Cose che sicuramente leggerete oggi


"Isteria da necrologio di massa attraversa i social". Facile sia accompagnato da hashtag, ad esempio ‪#‎lamorteaitempidifacebook‬ o‪#‎ciestinguiamo‬.

"Ciao Robin, ci mancherai" accompagnato da un'immagine sicuramente non tratta da One Hour Photo.

"Non ci credo, non ci posso credere" e di seguito, preferenzialmente, "non vedevo un suo film da 20 anni, ma vuoi mettere Hook?".

Aforismi da l'Attimo Fuggente, possibilmente errati o tradotti male dall'Inglese.

Teorici del complotto disquisiscono sulle sospette modalità del presunto suicidio. Numerosi criminologi della Domenica portano il thread a 150/200 post in pochi minuti.

"Questo bambino è morto in (inserire un qualsiasi scenario di guerra) ma voi piangete un americano ricco che si è tolto la vita", accompagnato dalla foto di un bambino trucidato in luogo differente da quello indicato. (Alternativamente alla vittima di guerra la morte di un medico o di uno scienziato sconosciuto al grosso pubblico che però a differenza dell'attore tanto amato, ha ideato qualcosa di veramente utile, come il pongo o l'allunga-pene).

"Il comico piange dentro" e altre disquisizioni sulla depressione, sul fatto che chi ci tiene allegri spesso è quello che ha più bisogno di supporto, ecc., condito da una foto presa da Patch Adams.

Questo post.

Robin... E che cazzo! Non potevi pensare alle conseguenze?

"Fuck!"



venerdì 11 luglio 2014

Michele Apicella: un visionario ingiustamente dimenticato

Voi non lo sapete, oppure lo avete dimenticato, ma Facebook lo ha inventato Michele Apicella 30 anni prima di Zuckerberg...

Come Meucci, come Marconi... Un altro Italiano reclama inascoltato quel primato che gli appartiene ma che questo mondo non vuole riconoscergli.


"Un visionario, un sognatore, un uomo che vedeva il futuro"

martedì 27 agosto 2013

Breaking News... 27-8-13

"Beccati questo, Matt!"


Ultima ora: il prossimo CEO di Microsoft sarà Ben Affleck.


L'attore ha firmato oggi il contratto con il colosso di Redmond e subentrerà a Steve Ballmer fra un anno, quando l'ex numero 1 di Microsoft andrà in pensione.


E' un momento magico per il giovane attore e regista, recentemente scritturato dalla Warner Bros per il ruolo di Batman, in seguito all'abbandono di Christian Bale.



Affleck avrebbe dichiarato alla stampa: "Il mio più grande sogno finalmente si avvera: essere ricordato come l'uomo più odiato dei nostri tempi".


Dopodiché ha annunciato la nuova versione di Microsoft Office. La popolare suite ufficio ora girerà anche sui display delle macchinette del caffè "per aumentare la produttività dei lavoratori americani".

sabato 17 agosto 2013

Golden I

Nelle scorse settimane, man mano che monta l'hype per il nuovo iPhone, si è fatto un gran parlare di questa roba:

"L'idolo d'oro."

Da pochissimo poi, circolano queste immagini che dimostrerebbero la bontà di tali speculazioni:

"Taac!"

Trattasi della presunta scocca del nuovo iPhone (5S? 6? Nuovo iPhone? ...saperlo!) e, sì... É color oro. Manca ancora la serigrafia con la mela epperò sembra se non autentica, perlomeno plausibile.

Ma... un conto è fantasticare su un iPhone d'oro, un conto è metterlo davvero in cantiere: a chi si rivolge? Quale studio di mercato ha individuato in questo soggetto il trend setter che trascinerà masse di clienti finali negli Apple Store?

"Lo porto sempre al collo."

Banalmente mi viene da pensare che il vero target per l'iPhone d'oro sia il mercato cinese, dove la patacca 24K inguardabile va ancora alla grande (e quindi anche l'iWatch se mai uscisse potrebbe avere una variante gold?), con la possibile eccezione di tamarri aspiranti rapper, starlet di vario tipo, signori della droga, magnati russi e residuati degli anni '70 col borsello in finto bue, la catenazza Kunta Kinte e l'occhiale fumè...

"Io l'ho già ordinato, tu che aspetti?"

Quindi azzardo che l'iPhone d'oro potrebbe essere disponibile in Europa solo tramite ordinazione BTO (build to order) e di serie negli emergenti mercati asiatici, in cui Apple cerca di sfondare. Oppure no?

"Ne prendo due."

martedì 13 agosto 2013

Breaking Bad... Mai titolo fu più indicativo.

Grossomodo la mia reazione alla visione del 9º episodio della quinta stagione di Breaking Bad dopo quasi un anno di attesa:

giovedì 8 agosto 2013

(Ri)facciamoci del male: "Matrix" (1999).

"Arresto anche la caduta dei capelli"

Allora, ieri sera ho rivisto Matrix. Il primo. Niente seguiti universalmente considerati infami, no. Il primo. Quello vero. Quello osannato dai ggiovani (nel '99) che non avevano mai letto niente di cyberpunk o quelli che hanno smesso di guardare anime nel '79. Quello "bello"... Che mi aveva fatto abbastanza pena al cinema e che mi aveva fatto addormentare alla seconda visione in dvd.

Quindi dicevo: ieri sera ho rivisto Matrix dopo 13 anni. Me lo ricordavo peggiore, lo ammetto: rimane un filmetto assai sopravvalutato (come dimostra anche la scarsità di idee dei seguiti), con un paio di belle coreografie di botte effettate alla Cavalieri dello Zodiaco (muri che si sfondano, ecc.) e almeno una bella idea fantascienza (la storia delle coltivazioni di umani/duracell), ma fondamentalmente penalizzato da due errori "gravi".

1) Neo "l'eletto". La fantascienza messianica ha stufato già negli anni '70, figurarsi nel '99.
2) L'ideona delle duracell è sprecata se piazzata a mezz'ora dall'inizio del film. Come se George Taylor vedesse la statua della Libertà a metà de Il Pianeta delle Semmie, o come se Robert Neville scoprisse il doppiogioco di Ruth subito dopo averla trovata in Io Sono Leggenda. Lo sanno anche i sassi: se hai un'ideona del genere te la devi tenere per il finale.

Altre cose che ti fanno voglia di cambiare canale: il look tecnodark "sono fichissimo" con 'sti occhiali, che levati... Neo/Superman che vola via alla fine (qua ci scappano le risate isteriche), le pose alla Bruce Lee, il combattimento post-sono-l'eletto "mentre sbadiglio... scusa se mi faccio le unghie mentre cerchi di menarmi, Agente Smith", gli effetti sonori che spaziano dallo "swooosh" allo "swooom", tutti quei rallenty e tutto quel verde... Troppo verde... Insopportabilmente verde...

Cosa ricordavo peggio: il bullet-time, l'effetto più tamarro di sempre. Ce n'è meno di quanto ricordassi. Meno male.

Cosa si salva: Hugo Weaving, sempre e comunque.


"Tutto verde..."

martedì 11 giugno 2013

sabato 25 maggio 2013

"Vetrina" digitale...


"La Baia?"


Recentemente è stato pubblicato questo studio, riportato da diversi quotidiani anche italiani (ad esempio Il Fatto), che dimostrerebbe in modo analitico quello che da tempo molti di noi sostengono: la pirateria è un ottimo motore per la vendita di musica, film e libri, a differenza di quanto sostengano le major e le associazioni per la tutela dei diritti d'autore.

Il succo del discorso è che a quanto pare i soggetti che maggiormente scaricano prodotti digitali illegalmente dalle varie reti peer to peer, sono anche quelli che più spendono per l'acquisto di quegli stessi prodotti.
Sembra un controsenso, ma come spesso mi sono trovato a sostenere in passato, non lo è affatto per almeno quattro buoni motivi: l'ansia dell'attesa, il gusto della scoperta, e l'adattamento.

"L'ansia dell'attesa": perché mai dovrei aspettare un anno (o anche solo un mese) per seguire la mia serie tv preferita, per vedere un film che negli Stati Uniti è uscito da un pezzo, per leggere un libro che se va bene verrà tradotto l'anno prossimo? Di esempi ce ne sono a bizzeffe: dal nuovo Star Trek di Abrams (che esce in Italia un mese dopo gli Stati Uniti), mentre la rete letteralmente scoppia di spoiler che a dura fatica riesci ad evitare, al 5° capitolo della saga de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, che è uscito in tutto il mondo anglofono in estate e solo mesi dopo in Italia, per giunta spezzato in tre parti (quindi triplo prezzo), al finale di Breaking Bad che vedremo in Italia solo in autunno. Il fan non vuole aspettare. Andrà al cinema a vedere il film sul grande schermo, come è giusto che sia, e comprerà il dvd o il blu-ray all'uscita e magari lo rivedrà sulla pay-tv al primo passaggio, comprerà la traduzione italiana del libro, che poi affiancherà agli altri capitoli sullo scaffale della sua libreria e molto probabilmente rivedrà il telefilm sulla pay-tv, per poi comprarne dvd o blu-ray al momento dell'uscita in home-video. Il fan spende anche più di una volta per lo stesso prodotto e vive l'attesa ingiustificata come un affronto. Ad esempio io mi sono rifiutato di vedere Prometheus al cinema perché è stato distribuito quando il blu-ray americano e inglese erano già disponibili.

"Il gusto della scoperta" ovvero: e questo che diavolo è? Magari uno si vede Django: Unchained e nel tentativo di saperne di più scopre su Wikipedia che è pieno zeppo di citazioni a western italiani di cui non ha mai sentito parlare. O magari vede Kill Bill  (perché Tarantino cade sempre a fagiolo quando si parla di scoprire roba fichissima) e decide che è ora di farsi una cultura su Sonny Chiba. Ma anche il passaparola ha un peso fondamentale: amici che ti parlano bene di un film o di un libro che non si trova da nessuna parte, sono sempre disponibili online, se uno sa cercare bene. E' probabile che poi quei film, quei dischi, quei libri, quelle serie tv vadano ad arricchire la mia collezione di originali, nel momento in cui dovessi trovarli in vendita.

"L'adattamento": perché The Big Bang Theory in Italiano non si può proprio sentire. L'argomento si fa complesso, ma le traduzioni spesso inventate (o con riferimenti cambiati) i doppiaggi piatti, senza gli accenti originali, i sottotitoli fuori tempo oppure troncati delle versioni "non udenti" a cui la tv italiana ci ha ridotto sono davvero insopportabili. Prendiamo The Walking Dead: Fox con una mossa geniale ha trasmesso tutta la seconda stagione a meno di 24 ore di distanza dalla messa in onda americana, in Inglese coi sottotitoli (ben fatti). ERA ORA!!! La speranza era quella che questo sistema continuasse e si allargasse a tutte le nuove serie. Purtroppo la terza stagione va in onda doppiata, sempre a meno di un giorno dalla messa in onda originale, ma doppiata. Certo, si può impostare l'audio originale, ma i sottotitoli "per non udenti" sono pessimi, ridotti, semplificati e si perdono tutte le sfumature. E quindi vai di download coi sottotitoli fatti dagli appassionati, in cui per giunta le citazioni non vengono cambiate a favore di "popolo ignorante" che magari non sa chi sia quel conduttore americano o non conosca quella particolare bibita che in Italia non viene distribuita.

In realtà questi tre motivi sono tre aspetti di una sola mancanza: quella di un mercato che non è capace di ascoltare le esigenze di quell'1,6% di utenti che è disposto però a spendere per il 11% del totale e che probabilmente spenderebbe di più se il film fosse distribuito subito (anche in lingua coi sottotitoli, anzi), se il libro uscisse in contemporanea mondiale, se la serie tv fosse trasmessa con un sistema simile a quello che si ottiene col download "illegale" (vedi The Walkind Dead 2° Stagione ma anche l'ultima stagione di Lost, ad esempio), se sui banchi si trovasse tutto quello che si cerca (ma i film di Sonny Chiba e anche molti film italiani degli anni '60 e '70 te li devi andare a cercare sul mercato americano che da noi non c'è spazio), se il disco che stai disperatamente cercando fosse disponibile in negozio, ma alla fine devi comprartelo su iTunes perché comunque un po' di soldi agli autori vuoi darglieli, se ci fossero le versioni digitali legali dei libri che cerchi (George R.R. Martin. Isaac Asimov o Harry Potter ad esempio, INCREDIBILMENTE, non sono disponibili in nessun catalogo digitale in Italia).

La mancanza di consapevolezza e di intuizione di chi opera le scelte distributive dovrebbe far riflettere chi si continua a intestardirsi sulle presunte colpe di internet.

Buon Towel Day a tutti!




[Edit] Cade a fagiolo questa intervista su linkiesta pubblicata oggi: